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Ultimo numero Rivista
Archivio teologico torinese
2006.2
1. CLAUDIO GIULIODORI
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Globalizzazione e comunicazione: aspetti antropologici e teologici
Pur nella complessità della sua ermeneutica, la globalizzazione indica certamente un cambiamento epocale. L’a. la interpreta secondo i criteri della dottrina sociale della Chiesa, in particolare la centralità della persona e l’obiettivo del bene comune. Per il suo corretto processo svolge un ruolo determinante la comunicazione (informazione e cultura), che deve essere globale, per garantire solidarietà internazionale. I mass media (vedi tsunami) possono contribuire alla comprensione e alla solidarietà tra i popoli. Tra i compiti della comunità ecclesiale: tenere alta la riflessione, per evitare che essa si riduca a uno scontro ideologico; valorizzare l’ esperienza dei missionari, per promuovere progetti di educazione e di formazione. La Chiesa, universale e “particolare” nello stesso tempo, può costituire un fondamentale punto di riferimento nel processo di globalizzazione e di massificazione che è in atto.
Globalization and communication: anthorpological and theological aspects.
Even though complex in its hermeutics, the globalization suggests undoubtedly a radical change. The author interprets it according to the criteria of the social doctrine of the Church, in particular of the person as the centre and of the common good as the object. In a correct process of globalization, communication (information and culture) is the determining factor. It ought to be global in order to guarantee the international solidarity. Mass media (see tsunami) can give a contribution to understanding and solidarity among peoples. Some duties of Church’s community: to stir the reflection, in order to avoid its coming down to an ideological quarrel, to make the most of missionaries’ experience , to foster education’s and formation’s projects. The universal as well as the particular Church may be a basic point of reference in the current process of globalization and standardization.
2. LUIGI BONANATE
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Un governo politico mondiale per i processi di globalizzazione
La globalizzazione è un processo che riguarda tutti, ma i protagonisti sono pochi. Per ora non ha mantenuto la promessa di un benessere diffuso; anzi le disuguaglianze e le contraddizioni, a livello continentale e di popoli, sono aumentate, anche perché «al crollo di un certo sistema politico internazionale non ha fatto riscontro la formazione di un altro». Ma quale ordine politico mondiale è idoneo a ovviare ai guasti della globalizzazione in atto? L’autore ritiene improponibili sia il sistema internazionale degli stati sia la progressiva de-statualizzazione rivolta alla progressiva affermazione di principi cosmopolitici. Propone come ipotesi una versione internazionalistica della democrazia, che sia modesta (anche in piccola quantità), procedurale (non violenta), universale (distribuita imparzialmente). Circa la mondializzazione della democrazia, Jacques Maritain ante litteram ha detto qualcosa di utile.
A world political governance for globalization’s processes
Globalization is a process that concerns all, but the actors are few. Up to now it did not keep the promise of a widespread welfare. On the contrary, the inequalities and the contradictions, among continents and peoples, have grown up, also because to the falling apart of an international political system did not follow the formation of another. However: which worldly political order is fit to avoid the damages of the current globalization? The author deems untenable that both the states’ international system and the growing process of states’ decline, which is induces the rising of cosmopolitan principles. He lays out the hypothesis of an internationalized version of democracy, that ought to be unpretentious (even if in little amount), and procedural (not violent), universal (impartially distributed). As for democracy becoming world-wide, Jacques Maritain ha already spoke ante litteram useful words.
3. ALBERTO BONDOLFI
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Le tradizioni teologiche cristiane di fronte ai processi contemporanei di globalizzazione economica e politica
Il cristianesimo fu già chiamato in passato a misurarsi con forme di “globalizzazioni parziali”, tra cui quella seguita, nel secolo XVI, alla scoperta del continente americano, e quella prodotta, nel secolo XIX, dalla rivoluzione industriale. Ciò può essere paradigmatico per la teologia odierna, posta di fronte alle sfide di una globalizzazione planetaria. Nel secolo XVI i teologi di Salamanca tentarono una riformulazione creativa della filosofia politica aristotelica e, pur non riuscendo a impedire il sorgere dell’assolutismo, cercarono di porre su basi nuove un diritto valido per tutte l’umanità. Non altrettanto capace fu la teologia del secolo XIX di fronte alla industrializzazione. Neoliberalismo e “comunitarismo” offrono risposte al fenomeno della globalizzaizone odierna. Il primo, ritenendo che il libero mercato sia il motore principale, se non esclusivo, dello sviluppo dei popoli, promuove la globalizzazione; il secondo, movimento eterogeneo, ritenendo di farsi voce della necessità di garantire la permanenza di identità morali e sociali collettive, considera la globalizzaizone un pericolo per tali identità. L’etica teologica, in tensione, perché soggetta a spinte opposte, ha davanti a sé «il compito di coniugare l’universalità del proprio messaggio [e delle esigenze di giustizia] con l’irriducibile pluralità delle culture religiose e politiche». Viste la universalità del messaggio cristiano e le esperienze del passato, la globalizzazione non dovrebbe incutere paura ai cristiani, bensì spronarli alla ricerca (anche con l’ausilio dell’etica teologica) di una vera “cattolicità” storicamente sempre in fieri.
Christian Theological traditions facing today’s processes on economic and social globalization
Christianity was already called in the past to face aome kinds of ‘partial globalization’,among otheres that which followed, in the 16th century, the discovery of the American Continent, and that which was caused, in the 20th century, by the industrial revolution. This nay be paradigmatic for the contemporary theology, when facing the challenges of the planetary globalization. In the 16th century Salamanca’s theologians tried to creatively re-shape Aristotle’s political philosophy. Even though they did not succeed in preventing the rise of the asbsolutism, they tried to put on new bases a sound law for the whole mankind, unlike the theology of the 19th century facing the industrialization. Neo-Liberalism and ‘’communitarism’ give answers to today’s globalization phenomenon. The first, supposing that the free market is the moving, if not exclusive, cause of the peoples’ development, fosters the globalization; the second, an heterogeneous movement, supposing to voice the need of guarantee for the tenure of moral and social collective identities, thinks that the globalization is a danger for such identities. The theological ethics, in a state of tension, stretched by opposed expectations, faces the task of combining the universality of its message and the requirements of justice with the insurmountable plurality of religious and political cultures. Taking into account the universality of the Christian message and the experiences of the past, the globalization should not frighten Christians. Quite on the contrary it should spur them to look for a true ever historically becoming ‘catholicity’.
Viste la universalità del messaggio cristiano e le esperienze del passato, la globalizzazione non dovrebbe incutere paura ai cristiani, bensì spronarli alla ricerca (anche con l’ausilio dell’etica teologica) di una vera “cattolicità” storicamente sempre in fieri.
4. NICOLA DI MAURO
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Africa e globalizzazione. Limiti e risorse di un continente in crisi
Nell’attuale processo di sviluppo i popoli africani si trovano in una posizione di subalternità, tanto da far dire che l’attuale globalizzazione, voluta dall’occidente, non appartiene all’Africa, la quale anzi la sente estranea e dannosa. I dati economici, demografici e socio-sanitari lo provano in modo brutale e ne rivelano l’effetto devastante sulla società africana, il cui umanesimo e la cui nozione di benessere non conoscono il principio “tutto è mercato”. La maggioranza degli africani non crede a questo tipo di globalizzazione. Tuttavia, l’Africa in termini spirituali e di civiltà, come la solidarietà e l’interscambio personale, può svolgere un ruolo attivo per l’umanità; essa può offrire la globalizzazione della solidarietà. Per questo il continente nero può essere considerato « il serbatoio dei valori futuri».
Africa and globalization: limits and resources of a continent in crisis
In the current process of development African peoples are in a dependant position, so that one could say that the current globalization, caused by the West, is not proper to Africa, which perceives it as foreign and dangerous event. The economic demographic social and sanitary items prove it true and demonstrate its devastating issue inside the African society: Africa’s humanism and idea of welfare do not know the principle of ‘all is market’. The majority of Africans does not believe in such a kind of globalization. Yet Africa, in spiritual terms, in terms of civilization , namely of solidarity, of personal, and mutual exchange, can play an active role for mankind, it can give the globalization of solidarity. Hence, the black continent may be considered the ‘reservoir of future values’.
5. JOSÉ DAVILA
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La globalizzazione vista dall’America Centrale
I paesi dell’America Centrale sono coinvolti nella globalizzazione in condizioni di fragilità politica, economica e sociale, aggravata dalla violenza comune e dal crimine organizzato come il narcotraffico. Tuttavia essi devono accettarla e affrontarla, pena il peggioramento sociale ed economico della regione. A questo fine devono elaborare strategie che permettano di approfittare della globalizzazione commerciale e fare in modo che i benefici arrivino alle classi povere. Una strategia di coesione sociale è un presupposto basilare perché in futuro la regione possa ottenere vantaggi dalla globalizzazione economica. L’America Centrale dovrà sottoscrivere accordi che superino il puro interesse commerciale e che includano prospettive di consolidamento politico e di superamento delle gravi sperequazioni sociali.
Central America’s view of globalization
Central America’s countries are involved in globalization under conditions of political economical and social weakness, the more so owing to the general violence and organized crime (see narco traffiching), Yet they must acknowldge and face it, otherwise the the economical and social situation of the region becomes worse.To this purpose they have to work out strategies which allow to take advantage of the commercial globalization so that the benefits reach down to the poor classes. A strategy for social cohesion is presupposed for the region to get benefits from the economic globalization. Central America must adhere to agreements which go beyond the sheer economical concern, which imply perspectives of political strengthening and of getting over the serious social inequalities.
6. LUCAS THUMMA
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Etica globale e responsabilità
L’autore nel suo studio mette a fuoco il sistema universale di valori che può essere definito etica globale. I valori sono presenti nella grandi religioni e nelle tradizioni filosofiche dell’umanità. Tuttavia, la globalizzazione ha creato certi problemi all’etica globale.
Queste sfide sono: 1)i nuovi problemi della economia di mercato, la manipolazione delle strutture e degli organismi naturali, e la giustificazione della logica di mercato che sembra sottostimare la persona umana e la creazione “9 la crescita della economia della disuguaglianza tra popoli e nazioni 3) la sfida del disarmo nucleare e 4) la sfida del pluralismo per le culture, le religioni e le ideologie mondiali.
Dopo aver analizzato queste sfide, l’autore conclude che la globalizzazione dovrebbe essere basata su principi fondamentali e inseparabili: la dignità umana di tutte le persone e di ciascuna di esse, e il riconoscimento dei delle altre religioni e culture. Il dr. Thumma è ottimista circa il fatto che la globalizzazione può servire come strumento di strategie cooperative. In questo ambito, una cooperazione consistente è possibile solo attraverso la condivisione di tecnologie, conoscenza, valori, culture.
Egli auspica che una giusta globalizzazione sia possibile , che giustizia per tutti sia possibile all’interno del riferimento alla legge naturale,alla democrazia, al diritto e ai diritti umani. Dobbiamo promuovere una rete di educazione globale per 1) un rispetto che abbracci ogni vita sul pianeta e conservi la terra per le future generazioni 2) una educazione globale alla giustizia e alla pace così da promuovere i valori universali della veracità, della tolleranza e del rispetto reciproco. Lo sforzo educativo deve raggiungere l’ambiente, il dialogo interreligioso e interculturale. Dovremmo promuovere la buona notizia dell’ottimismo per la pace e la giustizia. Un mondo nuovo è possibile. Un nuovo Genesi si sta compiendo nella storia umana guidata dalla Santa Trinità.
Global ethic and responsibility
In his study the author focuses on the universal value system, called global ethic, present in great religions and philosophical traditions. The globalization challenges this system through the market economy, the growth of inequality, the nuclear disarmament, the cultural and religious pluralism. The globalization should be based on fundamental principles: the human dignity and the recognition of values in other religions. The author is optimistic about globalization as a possible medium of strategic cooperation. We ought to .to promote a global educational network to implement the above mentioned values.
Sommari degli Studi 2006.1
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